Focaccia Genovese (fügassa) autentica da forno
11/22/2025


La focaccia genovese perfetta è morbida e alveolata dentro, lucida d’olio sopra, con buchi profondi pieni di salamoia e una base appena croccante. Il segreto non è solo l’impasto: sono stesura a fasi, salamoia emulsionata, forno caldo e cottura breve.
Ingredienti (1 teglia 30×40 cm — 6 porzioni da ~130 g)
Impasto
Farina tipo 0: 400 g
Farina manitoba (più forte): 100 g
(mix tipico per dare elasticità e “molla” senza renderla gommosa)Acqua a temp. ambiente: 320 g
Olio extravergine d’oliva: 30 g
Sale fino: 12 g
Malto d’orzo o miele: 10 g (favorisce colore e fermentazione)
Lievito di birra fresco: 8 g (oppure 3 g secco)
Salamoia
Acqua: 60 g
Olio extravergine d’oliva: 30 g
Sale fino: 6 g
(rapporto classico acqua/olio/sale per il gusto “da Forno di Genova”)
Superficie
Olio extravergine d’oliva: q.b.
Sale grosso: q.b.
Procedimento con trucchi da fornaio
1) Impasto: deve restare morbido
Sciogli lievito e malto/miele nell’acqua.
Unisci le farine e mescola finché non resta farina secca.
Riposo 10 minuti (autolisi breve: il glutine parte da solo).
Aggiungi sale e impasta 3–4 minuti.
Versa l’olio a filo e impasta finché è liscio e molto morbido.
Tocco in più: l’impasto della vera fügassa è più umido di quanto istintivamente verrebbe. Se lo fai “duro” per paura che attacchi, esce pane schiacciato, non focaccia.
2) Prima lievitazione
Copri e fai lievitare 60–75 minuti a 24–26°C, finché raddoppia.
Trucco realistico casa-forno: metti la ciotola in forno spento con una tazza d’acqua calda accanto. Umidità + calore dolce = lievitazione regolare.
3) Stesura in 2 fasi (segreto della morbidezza)
Ungi molto bene la teglia.
Versa l’impasto e stendilo solo fino al 70% della teglia, senza forzare.
Aspetta 15 minuti.
Stendilo fino ai bordi con mani unte.
Questo passaggio “a onde” è quello che nei forni liguri evita di strappare l’impasto e crea alveoli soffici. Scatti di Gusto
4) Seconda lievitazione in teglia
Copri con pellicola leggermente unta e lascia lievitare 45 minuti.
5) Buchi profondi + salamoia emulsionata
Con polpastrelli unti fai buchi decisi e profondi: devono quasi toccare il fondo.
Agita la salamoia in un barattolo finché diventa biancastra (emulsione vera).
Versala ovunque, insistendo nei buchi.
Tocco in più che cambia tutto: se non emulsioni bene, l’acqua cola ai lati e sopra resta secco. L’emulsione invece “rimane su” e crea la crosticina saporita tipica. Davide Zambelli+1
6) Ultima spinta
Lascia riposare 20–30 minuti dopo la salamoia.
È qui che i buchi si riallargano e diventano perfetti.
7) Cottura: corta e violenta
Forno statico già caldo a 230°C.
Cuoci 15–18 minuti massimo, finché è dorata sopra ma non secca.
Regola da forno ligure:
non allungare mai i minuti, se vedi che colora troppo punta ad abbassare di 10–15°C la prossima volta. Oltre i 18 minuti diventa asciutta.
8) Finitura
Appena sfornata, un filo d’olio a crudo.
Aspetta 10 minuti prima di tagliare.
Tocco in più: nei panifici a Genova spesso la focaccia si consuma tiepida entro poche ore: è quando profumo e texture sono al massimo. valentinavenuti.it+1
Come capire se è venuta “da Genova”
Superficie lucida, non secca
Buchi pieni d’olio/salamoia, non chiusi
Base dorata ma non dura
Interno elastico e arioso, non pane compatto
Se manca uno di questi punti, di solito è stesura forzata o cottura troppo lunga.
Consiglio
Usare un olio delicato (meglio ligure) fa la differenza: deve profumare senza “coprire”.
La salamoia va sempre versata quando l’impasto è già ben lievitato e pieno d’aria, altrimenti lo schiaccia e perdi morbidezza.
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