Cucina italiana candidata UNESCO: un patrimonio da proteggere
Il 10 dicembre l’UNESCO deciderà sulla cucina italiana. Tradizione, identità e futuro di un patrimonio culturale unico da riconoscere e valorizzare.
12/9/2025


Cosa cambierebbe davvero
Il 10 dicembre 2025 sarà una data storica: il Comitato Intergovernativo UNESCO si pronuncerà sulla candidatura della Cucina Italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. È un momento attesissimo, che arriva dopo anni di lavoro da parte di Accademia Italiana della Cucina e Coldiretti, e che potrebbe consegnare all’Italia un riconoscimento simbolico enorme — ma anche un potenziale volano economico e culturale.
La cucina italiana non è solo un insieme di ricette: è un modello sociale, un modo di vivere, un linguaggio condiviso. E oggi, forse più che mai, questo patrimonio ha bisogno di essere riconosciuto, protetto e valorizzato.
Perché la cucina italiana merita l’UNESCO
Gli elementi che rendono la nostra tradizione unica al mondo sono evidenti:
il legame profondo tra territorio e ingredienti,
la trasmissione familiare delle ricette,
la convivialità come fondamento culturale,
la straordinaria varietà regionale,
la qualità delle materie prime,
la capacità di innovare restando fedeli alle radici.
Ogni piatto italiano — dal ragù alla ligure, dalla pizza alla carbonara — non è solo un cibo, ma una storia. Una storia che si tramanda, cambia, resiste e vive nelle abitudini quotidiane di milioni di persone.
Un riconoscimento che vale molto più di un titolo
Secondo analisi sul patrimonio immateriale, quando una tradizione gastronomica ottiene il riconoscimento UNESCO si registra spesso un aumento del turismo, della valorizzazione territoriale e della crescita economica locale.
Se la cucina italiana verrà inserita nella lista, l’impatto potrebbe essere significativo:
Maggiore tutela contro l’“Italian sounding”, un problema che continua a generare danni enormi al Made in Italy.
Rafforzamento delle filiere agricole e artigianali.
Incentivo alla formazione gastronomica e all’educazione alimentare.
Crescita dell’enogastronomia come attrattore turistico globale.
Consolidamento di un’identità culturale oggi più preziosa che mai.
E la cucina italiana, che già oggi rappresenta uno dei biglietti da visita più amati al mondo, avrebbe finalmente la stessa tutela riservata a tradizioni culturali storiche.
Un valore simbolico… ma anche molto concreto
Ci piace pensare che questo riconoscimento non serva a “nobilitare” ciò che è già nobile, ma a ricordarci la responsabilità che abbiamo: quella di continuare a cucinare bene, a scegliere ingredienti veri, a difendere le nostre ricette senza trasformarle in caricature commerciali.
La candidatura UNESCO — e questo è un punto che ci riguarda molto come ricetteautentiche.it — mette in luce qualcosa che ripetiamo da sempre:
la cucina italiana non va solo raccontata, va rispettata.
È un patrimonio culturale, affettivo e sociale.
E se verrà riconosciuto ufficialmente, sarà un invito a proteggerlo con ancora più cura.
Perché la decisione del 10 dicembre conta davvero
La candidatura non è un semplice atto formale. È una presa di posizione verso il futuro:
un futuro in cui la nostra tavola continua a essere luogo di incontro,
in cui il cibo rimane cultura,
in cui l’artigianalità non viene schiacciata dall’industria globale,
in cui la tradizione non diventa un ostacolo, ma una radice da cui far crescere innovazione.
La cucina italiana è già “patrimonio” nel cuore delle persone: lo sanno i milioni di italiani all’estero che la portano con sé, come memoria viva.
Ora si tratta di riconoscerla anche sul piano istituzionale — e di farlo in un momento in cui l’identità culturale è più fragile e importante che mai.
Conclusione: un’occasione da non perdere
Se l’UNESCO dirà sì, non cambierà solo il modo in cui il mondo guarda alla cucina italiana: cambierà il modo in cui noi stessi la viviamo.
Sarà uno stimolo a riscoprire ricette autentiche, a promuovere ingredienti locali, a sostenere chi custodisce saperi e tecniche che esistono da secoli.
E soprattutto sarà un invito a non dare mai per scontata la nostra cucina — perché è uno dei patrimoni più belli che abbiamo.
Il verdetto arriverà fra pochi giorni.
E comunque vada, una cosa è certa:
la cucina italiana è già patrimonio dell’umanità. Manca solo l’ufficialità.
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